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Una vita in viaggio: intervista al travel blogger Andrea Petroni di Vologratis.org

Vivere viaggiando o viaggiare per vivere? In questo caso non c’è bisogno di scegliere, perché Andrea Petroni di Vologratis.org ha trascorso e trascorre gran parte della sua vita in viaggio, ma lui vive anche di questo.
Oggi ti faccio conoscere Andrea, grazie all’intervista che mi ha gentilmente concesso, la sua storia e soprattutto riceverai tanti consigli utili per intraprendere l’affascinante strada del Travel Blogger.

Chi è Andrea Petroni? 

La sua storia è curiosa e parte dal 2009: Andrea (economista) e sua moglie Valentina (nutrizionista) erano una semplice coppia di amanti dei viaggi. Andrea però aveva una particolare “dote”, ovvero quella di riuscire a scovare l’ora esatta in cui Ryanair lanciava le famose offerte di voli a 0,1 cent o 1 euro… e chi se le scorda?!
Poi, stufo di dover avvisare ogni volta parenti e amici, ha aperto un blog per scrivere direttamente le offerte sul web. A seguito del suo licenziamento nel 2015 e della presa di coscienza che il suo blog non era più letto solo da pochi conoscenti, decise di trasformare la sua vita per diventare un Travel Blogger professionista.
Tanto è stato l’impegno e la passione, tanti i sacrifici, però la soddisfazione di essere nominato fra i 5 blogger più influenti in Italia ha ripagato di tutto!

Intervista al travel blogger Andrea Petroni

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Andrea Petroni, Bangkok – Photo Credits: Andrea Petroni

Ho deciso di intervistare Andrea perché lo seguo, lo trovo molto bravo e onesto in quello che fa. Tra l’altro, ho letto il suo libro che ha avuto un grandissimo successo “Professione Travel Blogger” e l’ho trovato di grande ispirazione.
Infine, per me, una delle cose più belle è che viaggia spesso con sua moglie e il suo piccolo Nicholas, quasi coetaneo del mio Simone. Anch’io viaggio sempre insieme a mio marito ed ora con mio figlio. Sono dei viaggi certamente più impegnativi dal punto di vista organizzativo e pratico, però ricchi di emozioni!

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Ciao Andrea, come già ti avevo accennato su Instagram mi sento molto vicina a te emotivamente, perché quando tua moglie era incinta lo ero anch’io! Spesso mi sono commossa leggendo i post dedicati a lei o a tuo figlio che stava per nascere.
Quindi, volevo chiederti: com’è cambiato il tuo modo di viaggiare, adesso? Quali consigli puoi dare a me e ai lettori per affrontare il viaggio con un neonato?
Io ho fatto solo dei piccoli spostamenti per ora, perciò mi piacerebbe sapere come affrontare viaggi più lunghi.

Ciao Lucia, innanzitutto grazie per queste belle parole.
La gravidanza di Vale è stata da noi molto cercata e arrivata in maniera miracolosa. Ho vissuto quel periodo con una gioia e un’euforia mai provata prima che ha cambiato profondamente il mio approccio alla vita.
La nascita di Nicholas non ha portato grossi cambiamenti al nostro modo di viaggiare, anzi ha aggiunto un qualcosa di bello. Lui a un mese e mezzo era sul traghetto per la Sardegna, il giorno che ha compiuto tre mesi ha preso il suo primo aereo per l’Austria, a sei era con noi tra i mercatini di Natale dell’Alto Adige con partenza da Roma e a otto ai Caraibi.
Pensa che Valentina ha continuato a viaggiare con me fino a 14 giorni prima del parto, e quando era di sei mesi abbiamo trascorso una settimana tra Emirati Arabi e Oman.

Noi viviamo tutto con serenità, senza farci prendere da inutili ansie. Durante la gravidanza chiedevamo sempre l’ok al ginecologo e ora al pediatra. Ci fidiamo ciecamente di chi ne sa più di noi e se ci danno il loro benestare partiamo in tutta tranquillità.
Bisogna solo adattarsi alle esigenze dei bimbi e prevedere alcune soste. Certo, i bagagli sono ora molto più ingombranti ma è talmente bello girare il mondo insieme a loro che tutto passa in secondo piano.

Un’altra cosa che mi ha sorpreso quando ho letto il tuo libro e altre interviste che hai rilasciato, è stato il racconto del tuo viaggio di nozze “finanziato”. Tra l’altro, abbiamo fatto lo stesso identico viaggio di nozze (tranne New York e Gran Canyon) e per me è stato indimenticabile!
Mi racconti com’è andata e cosa ti è piaciuto di più di tutti i posti visitati?

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Golden Gate Bridge, San Francisco

Era il 2012 e in quel periodo andavano tanto di moda i matrimoni con lo sponsor.
In tv, in radio e sui giornali si leggeva spesso di queste iniziative in cui le coppie aprivano un blog dando visibilità ai brand o ai professionisti che offrivano loro servizi fotografici, abiti, fiori… Io avevo già un blog di viaggi abbastanza seguito (ho aperto il blog nel 2009) e pensai di adattare la cosa al viaggio: non fiori, pranzo o vestiti ma il viaggio di nozze.
Subito dopo aver lanciato l’iniziativa fui contattato da testate giornalistiche e da radio che la fecero conoscere e che soprattutto fecero conoscere ancora di più il mio blog. Un’intervista in particolare cambiò il corso del mio blog, quella su m2o radio che feci il giorno prima del matrimonio. Entrai subito in sintonia con la conduttrice (LaMario) e a settembre mi propose di tenere uno spazio settimanale durante la sua trasmissione, uno spazio che andò avanti per 7 anni con uno spostamento poi su Radio Capital.
Per il “wedding tour”, così lo chiamammo, stringemmo accordi con importanti gruppi alberghieri e con brand statunitensi che accolsero sin da subito la nostra iniziativa.
Facemmo un viaggio da San Francisco a Las Vegas passando per Yosemite, Los Angeles, Death Valley e Grand Canyon, prendemmo poi un volo per New York e dopo qualche giorno ce ne andammo in Messico.
Fu un viaggio meraviglioso, l’inizio di una nuova vita insieme, ma se proprio devo scegliere dei posti dico San Francisco, Las Vegas, il Grand Canyon e soprattutto il Messico. Con il Messico fu amore a prima vista e ci tornammo altre due volte.

Immagino che tu sia stato in tantissimi luoghi e ognuno ti abbia lasciato qualcosa. Qual è il ricordo più bello e quello più brutto che hai dei viaggi fatti fino ad ora? E qual è il souvenir di viaggio più particolare che ti sei portato a casa?

Di ricordi brutti fortunatamente non ne ho, cerco sempre di prendere il bello da qualsiasi luogo. Ci sono però posti che non mi hanno entusiasmato e sono Barcellona e Berlino.
Il ricordo più bello è stato a Dubai, lì ho sentito per la prima volta mio figlio muoversi nella pancia di Valentina.
Per quanto riguarda i souvenir noi ci riportiamo sempre a casa una palla di Natale e ne abbiamo di curiose come quella presa a San Diego con Babbo Natale in costume da bagno o quella presa in Oman con i cammelli.

Io guardo la tua Pagina Instagram o Facebook e vedo delle belle foto e parole, visi felici e soddisfatti in vacanza. Sembrano semplici foto, ma facendo anch’io nel mio piccolo questo, so bene che non è proprio così.
C’è uno studio ben preciso dietro queste foto? Cosa fai prima di postare qualcosa e a casa quando non viaggi? Insomma, qual è il lavoro di un Travel Blogger professionista?

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Andrea Petroni, Thailandia – Photo Credits: Andrea Petroni

Essendo un travel blogger io mi concentro principalmente sul blog, dove dal 2009 scrivo consigli di viaggio basati solo sulle mie esperienze personali, e utilizzo i social per lo più per un racconto visuale, spesso in real time o per far circolare i post del mio blog.
Le foto per Instagram o per Facebook sono solo una piccola parte del mio lavoro. Durante il viaggio prendo appunti per gli articoli del blog, filmo spezzoni per poi montare il video dell’esperienza, scatto foto per gli articoli e quelle per i social.
Dietro alle foto per Instagram c’è uno studio. Questo social non è più come una volta “scatti e condividi”, ha ora delle ferree regole di composizione della scena, un lavoro di post produzione, presuppone didascalie coinvolgenti e con un call to action che stimoli all’azione, e di una corretta scelta degli hashtag. Per postare una foto, dall’editing alla scelta degli hashtag, ci impiego spesso anche due ore.
Quando sono in casa scrivo tanto sul blog, cerco di pubblicare almeno un articolo al giorno. Edito poi le foto, monto il video, gestisco i social e studio, perché un blogger non deve mai smettere di studiare. È per me un lavoro full time che mi occupa dalle 12 alle 14 ore al giorno, sabati e domeniche comprese.

Io sono nuova in questo mondo e sto cercando pian piano di farmi largo. Sto iniziando a collaborare, partecipo agli eventi e mi aggiorno. Gli studi fatti fino ad ora mi danno una grande mano!
Tuttavia non è mai abbastanza perché siamo in tanti e, volte, non veniamo visti di buon occhio dagli operatori del settore turistico. Sovente, vengono presi in considerazione coloro
che hanno milioni di follower (magari acquistati) e poi, sul loro blog, circolano 10 lettori.
Io penso che il blog sia di gran lunga più importante dei social e mi concentro più su quello. Ma visti i risvolti, mi chiedo se faccio bene!
Come consigli di muoversi in questo “mare”? Cosa suggerisci a chi, come me, vuole trasformare la passione per i viaggi in lavoro vero e proprio?

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Andrea Petroni, Olanda – Photo Credits: Andrea Petroni

In molti ci vogliono far credere che il blog sia morto: nient’affatto! I blog godono di ottima salute, il mio si aggira sui 500.000 lettori unici mensili, più di un milione di pagine lette ogni mese.
Anche perché nella prenotazione di un viaggio il web ha una funzione importantissima. La foto su Instagram ispira ma per procedere alla prenotazione di un viaggio bisogna fare ricerche sul web, farsi un’idea di cosa vedere, di dove alloggiare, di come raggiungerlo, il periodo migliore per andarci, bisogna cercare l’hotel, il mezzo di trasporto.
I blog, i magazine o i siti web hanno un ruolo fondamentale. Non è come nella moda che basta la foto per poi procedere all’acquisto.
È solo che il blog, a differenza dei social, non mostra le vanity metrics come il numero di follower, i like o nel suo caso il numero di lettori.
Io suggerisco di lavorare sodo sul blog cercando di essere utile al lettore, e di usare i social per ampliare la propria audience. Aumentando i lettori aumenteranno di conseguenza anche i follower.
Consiglio poi di studiare tanta SEO e di aggiornarsi costantemente sulle dinamiche social e sulle mode del momento. Ci vuole tempo e lavoro prima che il blog si affermi. Bisogna essere costanti e pazienti.

Infine, un’ultima domanda che riguarda i nostri amici a 4 zampe: ho visto che hai un cane, Gastone. Lo porti con te durante i tuoi viaggi? Cosa vorresti dire a chi, magari, non viaggia perché non sa come organizzarsi con il proprio animale domestico?

Gastone è un bassethound e con i suoi 30 kg non può viaggiare nella cabina dell’aereo ma solo nella stiva. Lo porto con me quindi nei viaggi in nave, in treno e in automobile ma non in aereo. Quando viaggio in aereo lo lascio in casa o con i genitori di Valentina che abitano al piano sopra al nostro, o la cugina di Vale si trasferisce da noi.
Oramai sono tante le strutture che accettano animali domestici. I cani sono come dei bambinoni e hanno le loro esigenze che vanno rispettate. Quando siamo tutti e quattro in viaggio siamo buffissimi ma felici.

Ringrazio tantissimo Andrea per la sua disponibilità!
Penso che un po’ tutti dovremmo studiare, impegnarci, avere pazienza ed essere trasparenti in quello che facciamo: come per lui, i risultati arriveranno sicuramente. Questo non solo nel blogging, ma in qualsiasi tipo di lavoro.
Faccio tesoro dei consigli di Andrea e gli auguro una buona vita!

6 Comments

  1. Cla 24/05/2020
    • Lucia Nuzzaci 25/05/2020
  2. Carmen 22/05/2020
  3. Roberta 22/05/2020
    • Lucia Nuzzaci 22/05/2020

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