Sauris (Zahre in lingua locale), provincia di Udine, non è un luogo che si visita, ma un luogo in cui ci si immerge. Situato in una conca solitaria delle Alpi Carniche si divide, principalmente, in:
- Sauris di Sotto (1.212 metri): è il centro più grande e “vitale”. Qui c’è il municipio e i principali negozi.
- Sauris di Sopra (1.390 metri): più alto, panoramico e silenzioso. È caratterizzato da un’architettura antica, ma molto ben conservata, con le classiche tipiche case in legno e in pietra.
Tra i due borghi ci sono circa 3 chilometri che, volendo, puoi fare anche a piedi, grazie a una passeggiata rigenerante tra i boschi.
Ci sono anche altre piccole frazioni come, ad esempio, Lateis (rinomata per i formaggi) e La Maina che è a due passi dal lago.
Scopri cosa vedere a Sauris di sopra e di sotto: 10 cose imperdibili.
Buona lettura!
INDICE DEI CONTENUTI
- La storia di Sauris
- 10 cose da vedere a Sauris
- 1. Borgo di Sauris di Sopra
- 2. Chiesa di San Lorenzo
- 3. Centro Etnografico S’Haus van der Zahre
- 4. Borgo di Sauris di Sotto
- 5. Santuario di Sant’Osvaldo
- 6. Centro Storiografico della Diga del Lumiei
- 7. Lago di Sauris
- 8. Trekking avanzato: ecco i sentieri panoramici
- 9. Visita a Lateis: cosa vedere
- 10. Passeggiata tra Sauris di Sopra e Sauris di Sotto
- Visitare Sauris in un giorno: info e consigli
La storia di Sauris

Se vuoi capire davvero Sauris, bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino al XIII secolo. Secondo la tradizione, due coloni di lingua tedesca, in fuga da guerre e carestie nelle loro terre d’origine (forse la Val Pusteria o la Lessinia), risalirono la stretta gola del torrente Lumiei alla ricerca di un luogo dove ricominciare.
Giunti in questa valle isolata e circondata dalle montagne, decisero di fermarsi. Da quel primo insediamento nacque la comunità di Sauris che, grazie al suo isolamento, ha conservato nei secoli una lingua e tradizioni di origine germanica ancora oggi visibili.
Infatti, grazie all’isolamento geografico, la comunità ha conservato nei secoli una lingua propria, il saurano (Zahrar Sprache), un antico dialetto di origine bavarese ancora oggi parlato dagli abitanti.
Non è un tedesco moderno, ma una specie di dialetto bavarese arcaico. Un po’ come se oggi tu parlassi l’italiano di Dante. E questa particolarità mi è piaciuta davvero tanto quando l’ho visitato!
Curiosità: oggi questa lingua è tutelata da leggi regionali ed è pure studiata da università internazionali, ma è anche parlata ancora dai locali. Pensa che ci sono svariati termini, che servono a descrivere concetti collegati alla vita rurale o che descrivono oggetti, che si usano solo ed esclusivamente qua.
10 cose da vedere a Sauris

1. Borgo di Sauris di Sopra
Sauris di Sopra è il cuore storico del paese e probabilmente il luogo più suggestivo da visitare. Passeggiando tra le sue stradine si ammirano le tradizionali case in legno e pietra, i balconi fioriti e gli antichi fienili che raccontano la storia della comunità saurana.
I fienili si caratterizzano per dei lunghi ballatoi in legno che corrono per l’intera facciata. Il loro scopo era quello di mettere il fieno e le granaglie per essere essiccate, al riparo dalla pioggia, rimanendo però costantemente esposti al vento della vallata.
Curiosità sulle case
- Ciascun tetto si compone di migliaia di tegole, ossia le Scandole, in legno di larice. Ogni tetto fatto in questo modo, se fatto a perfezione, può arrivare a durare fino a 40 / 50 anni, poi le tegole vengono girate oppure sostituite. È una manutenzione infinita che rende viva l’economia locale, oltre a essere un qualcosa di particolare e unico nel suo genere.
- Ogni casa è un vero e proprio capolavoro di ingegneria e si caratterizza per la sua base in pietra locale, che ha lo scopo di isolare dall’umidità del terreno. A seguire i tronchi di larice (che sono stati scelti per via della loro predisposizione naturale a resistere all’acqua) incastonati agli angoli con una precisione al millimetro.
2. Chiesa di San Lorenzo
Situata a Sauris di Sopra, la Chiesa di San Lorenzo custodisce un prezioso altare ligneo rinascimentale realizzato da Hieronymus Eichler nel 1551. È interessante notare il contrasto molto evidente tra l’umiltà della struttura esterna della chiesa e la ricchezza smodata dell’oro nel suo interno.
Da non perdere il caratteristico campanile con la tipica cupola “a cipolla” schiacciata, tipica del barocco alpino, ma che qui è interpretata con la severità del legno.
Una signora mi ha detto che questo campanile è da sempre il guardiano di tutto quanta la vallata!
3. Centro Etnografico S’Haus van der Zahre
Ospitato in un’antica stalla-fienile, il Centro Etnografico conosciuto anche come S’Haus van der Zahre (La casa di Sauris), racconta la storia, la lingua e le tradizioni della comunità germanofona di Sauris. È il luogo ideale per comprendere l’identità culturale del borgo.
È adatto alle famiglie con i bambini in quanto organizzano anche dei laboratori didattici.
Info: dal lunedì al giovedì è chiuso / Venerdì 10:00 – 12:00 / Sabato 15:00 – 18:00 / Domenica 10:00 – 12:00 e 15:00 – 18:00 / Gli orari potrebbero subite modifiche
L’ingresso è gratuito.
4. Borgo di Sauris di Sotto
Più vivace rispetto a Sauris di Sopra, Sauris di Sotto conserva numerosi esempi di architettura tradizionale e rappresenta il centro della vita quotidiana del paese.
Passeggiando tra le borgate di Sauris (sia sotto che sopra) si possono ancora vedere gli edifici delle vecchie latterie turnarie, dove per generazioni gli abitanti conferivano il latte prodotto nelle malghe e nelle stalle del paese. Questi edifici raccontano l’antica economia montana basata sulla collaborazione tra le famiglie e sulla produzione di formaggi e burro, ancora oggi tra le eccellenze gastronomiche della zona.
5. Santuario di Sant’Osvaldo
Per prima cosa inizierò con lo spiegarti chi fosse Sant’Osvaldo, cosa che mi ha detto una signora anziana che ho trovato quando sono entrata nel Santuario di Sant’Osvaldo a Sauris di Sotto.
Sant’Osvaldo era un guerriero, che conferma l’esistenza di antiche rotte migratorie che univano il Nord Europa con le Alpi.
L’edificio religioso è interessante per l’Altare di Michael Parth del 1524, considerato una delle opere d’arte più preziose della Carnia, e per il soffitto.
Il primo è caratterizzato dalla tecnica della doratura a guazzo e, questo, vuol dire che le figure in esso rappresentate sembrano emettere luce propria.
Basta guardare, ad esempio, la veste di Sant’Osvaldo, le cui pieghe del mantello sono scolpite in maniera tale da sembrare un tessuto reale.
Per quanto riguarda il soffitto, invece, vedrai una struttura a volte gotiche, che sembra voler sfidare la gravità in uno spazio troppo piccolo per questo genere di struttura!
6. Centro Storiografico della Diga del Lumiei
Il Centro Storiografico si trova a Sauris di Sotto è un piccolo museo che racconta la costruzione della Diga del Lumiei e del lago artificiale di Sauris, una delle opere ingegneristiche più importanti della montagna friulana.
Avrai modo di vedere i progetti originali dell’ingegner Mainardis: si è trattato di una sfida tecnologica senza eguali! Portare tonnellate di cemento su strade che allora erano poco più di mulattiere, non era cosa da poco.
Info: l’orario è variabile, quindi consulta il sito internet https://www.carniamusei.org/
L’ingresso è gratuito.
7. Lago di Sauris

Con le sue sfumature che variano dal verde smeraldo al turchese, il Lago di Sauris è uno dei luoghi più fotografati della zona.
Che cosa fare una volta qui? Dipende da quello che ti piace fare. Ecco qualche idea che può fare al caso tuo:
- Flora sommersa: nelle aree meno profonde, la vegetazione acquatica crea dei rifugi per trote e salmerini che ne hanno fatto un vero e proprio paradiso per la pesca. Ovviamente regolamentata, perciò informati per tempo.
- Passeggiata della Diga, la passeggiata ha una lunghezza di 150 metri. Se guardi verso il basso (lato valle) avrai modo di vedere la vecchia strada che si inerpicava con tornanti impossibili, che ai giorni nostri è in parte sommersa o in disuso. È il punto perfetto per capire la grandezza dell’opera umana rispetto alla montagna.
- Percorsi di trekking, verso il Monte Bivera, Forcella pura e l’Alta Via delle Alpi Carniche.
8. Trekking avanzato: ecco i sentieri panoramici
È vero, i sentieri turistici sono belli, però quelli per esperti hanno una marcia in più. Perciò, se anche tu come me sei abituato a camminare, ho “il pane per i tuoi denti”.
- Monte Bivera: il Monte Bivera (2.474 metri) è la cima regina di Sauris. Il sentiero inizia da Casera Razzo e si tratta di una salita faticosa che si sviluppa per lo più su rocce e ghiaioni. Dalla vetta, nelle giornate di tramontana, avrai modo di vedere il mare Adriatico e tutta la catena delle Dolomiti.
- Forcella Pura: è in realtà un passaggio storico che unisce la valle con il lago di Centro Cadore. I boschi in questa zona sono molto fitti e popolati da caprioli e cervi.
- Alta Via delle Alpi Carniche: Sauris risulta essere una tappa centrale del percorso de “L’Alta Via delle Alpi Carniche” che attraversa il confine austriaco.
9. Visita a Lateis: cosa vedere
Situata a circa 1.400 metri di altitudine, Lateis è una piccola frazione di Sauris immersa tra boschi e pascoli. Meno conosciuta rispetto a Sauris di Sopra e Sauris di Sotto, conserva un’atmosfera autentica e silenziosa che la rende ideale per chi cerca tranquillità e contatto con la natura.
Il borgo, composto da poche case tradizionali, rappresenta un ottimo punto di partenza per passeggiate ed escursioni nei boschi circostanti. Nei dintorni si trovano prati d’altura, malghe e sentieri panoramici che permettono di scoprire il volto più rurale e genuino della valle.
Lateis è particolarmente apprezzata anche per la tradizione casearia. In questa zona, infatti, l’allevamento e la produzione di formaggi hanno sempre avuto un ruolo importante nell’economia locale, tanto che ancora oggi è possibile trovare prodotti tipici realizzati secondo le antiche tradizioni di montagna.
10. Passeggiata tra Sauris di Sopra e Sauris di Sotto
Tra le esperienze più belle da fare a Sauris c’è la passeggiata che collega i due borghi principali. Il percorso, lungo circa 3 chilometri, attraversa boschi di abeti e larici e permette di immergersi nella tranquillità della valle.
Camminando senza fretta si incontrano antichi fienili, scorci sulle montagne e alcuni dei migliori esempi dell’architettura tradizionale saurana. È un itinerario semplice, adatto a tutti e perfetto per osservare da vicino le caratteristiche case in legno e pietra, che rendono unico questo borgo delle Alpi Carniche.
Se visiti Sauris in autunno, il sentiero diventa ancora più suggestivo grazie ai colori del foliage, mentre in estate offre piacevoli tratti ombreggiati e panorami sulla vallata.
In alternativa: se preferisci un punto panoramico, raggiungi La Maina, la frazione affacciata sul Lago di Sauris. Da qui si godono alcune delle viste più belle sullo specchio d’acqua color smeraldo e sulle montagne circostanti. La località sorge proprio accanto al lago artificiale creato dalla diga del Lumiei e rappresenta uno dei luoghi più fotografati dell’intero territorio.
Visitare Sauris in un giorno: info e consigli

Cosa mangiare a Sauris: tradizione gastronomica
Dopo le visite, concediti una pausa gastronomica. I prodotti simbolo del territorio sono:
- prosciutto di Sauris IGP. Per essere tale la legge vuole che le cosce di suino siano lavorate esclusivamente nel comune di Sauris. L’affumicatura deve avvenire in locali appositi che sono detti “i fogolare” e che devono essere alimentati solo con legno di faggio. Questo processo dura mesi interi e sfrutta la bassa umidità dell’aria di alta quota;
- formaggi di malga: ogni Malga ha il suo formaggio o, forse, ogni formaggio ha la sua Malga! Beh, quello che è certo, è che ognuno di loro ha un “carattere” diverso. Qualche esempio? Ve ne sono di quelli con delle note di erbe aromatiche e quelli più dolci o burrosi;
- birra Zahre: è una birra “viva” in quanto non è pastorizzata e conserva tutti quanti i sentori dei malti selezionati. E un esempio su tutti è “la Birra Affumicata” (Smoked), un omaggio al sapore del prosciutto: è come bere l’essenza stessa di Sauris;
- piatti della tradizione carnica: frico, polenta con selvaggina, stinchi affumicati, zuppe d’orzo e fagioli.
Quando visitare Sauris
- Inverno: perfetto per il Carnevale saurano (Voshank). Non è solo una sfilata, ma un vero e proprio rito di passaggio. Tra i personaggi più importanti, il Rolar e il Khewer, il primo rappresenta il caos e l’energia primordiale, mentre il secondo l’ordine che pulisce e prepara la strada. Poi la danza finale attorno al fuoco è un momento di commozione collettiva.
- Primavera: in primavera c’è il risveglio della natura. I prati si coprono di crochi e genziane. E’ il periodo perfetto per chi ama la natura e cerca la solitudine assoluta.
- Estate: è la “Festa del Prosciutto” (luglio) e dei grandi trekking. Le temperature sono perfette: fresche di notte e tiepide di giorno. Imperdibile poi la Notte di San Lorenzo, che fa di Sauris l’osservatorio astronomico naturale più bello d’Italia grazie al poco inquinamento luminoso.
- Autunno: l’autunno e il foliage. I larici attorno al lago diventano d’oro e creano un contrasto surreale con il turchese dell’acqua.
Come arrivare a Sauris
Per arrivare a Sauris ci sono due modi: in auto oppure con il bus, ma i collegamenti della TPL FVG partono da Tolmezzo e sono limitati. Secondo me il modo migliore è l’auto.
Da Udine, prendi l’autostrada A23 fino a Carnia. Prosegui per Tolmezzo e poi per Ampezzo lungo la statale 52. Da Ampezzo imbocca la strada per Sauris: attraversa le iconiche gallerie scavate nella roccia.
Stai attento perché in inverno sono obbligatori i pneumatici da neve o le catene da neve.
Se, invece, vieni dal Veneto, allora dovrai passare per il Passo di Lavardet. Te lo suggerisco in quanto è uno dei percorsi più spettacolari e selvaggi di tutte le Alpi, però la strada è soggetta a chiusure e presenta anche dei tratti sterrati.
Dove parcheggiare a Sauris
Se sei a Sauris di Sotto ti consiglio di parcheggiare nel Parcheggio Comunale, aperto 24 ore su 24, gratuito, accessibile anche a chi ha una mobilità ridotta.
Se, invece, sei a Sauris di Sopra, ti suggerisco di lasciare la macchina al Parcheggio Autoploz (via Sauris di Sopra, 9) che è un’area di sosta gratuita.
Dove dormire a Sauris
La soluzione migliore e più autentica è “l’Albergo Diffuso”. Le camere sono ricavate negli antichi fienili e nelle case storiche sparse per il borgo, che profumano di storia.
Ci sono comunque altre soluzioni che puoi scoprire qui nel box.
Consigli e Informazioni Finali
- Abbigliamento: anche in pieno luglio porta sempre con te un maglione o una felpa. A 1.400 metri, appena il sole cala dietro le cime, la temperatura scende drasticamente.
- Sostenibilità: Sauris è un comune che punta al turismo “slow” (lento) che vuole rispettare i sentieri, perciò non raccogliere fiori rari (come la Scarpetta di Venere) e cerca di acquistare i prodotti dagli artigiani locali.
In questo articolo ti ho raccontato cosa vedere a Sauris di sopra e di sotto, 10 attrazioni imperdibili. Sauris è uno di quei luoghi che conquistano senza bisogno di grandi attrazioni o folle di turisti. Tra borghi in legno, tradizioni secolari, paesaggi alpini e sapori autentici, offre un’esperienza diversa dal solito, fatta di tranquillità e contatto con la natura.
Post di Monica Palazzi
Ti aspetto nel mio prossimo viaggio!
Lucia
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